Il pane dell'amore
Questa piccola panetteria, con il suo angolo degustazione, è gestita da una coppia. Lei è giapponese, lui francese (lavorava per Hermé, all'epoca di Fauchon). E' una delizia respirare il profumo di questi pani e sentire la tiepida fragranza del lievito impastato col grano. La lista delle delizie è lunga: baguette tradizionali vendute calde, appena uscite dal forno (8 per volta, non di più, ma tutto il giorno). Ficelle (baguette molto fine) alla segale e papavero, boule de campagne (pagnotta). Senza dimenticare il mini kougelhopf più irresistibile di Parigi.
Bio-tastic
Il principio: mensa-drogheria-salone da tè minimalista dove si puo' venire a fare acquisti, pranzare o semplicemente bere un tè. Jean-Charles e Rose (lei è inglese) hanno deciso che il Bio non aveva necessariamente un gusto d'erba et che la quiche ai broccoli poteva essere incredibilmente appetitosa. C'è chi viene da lontano apposta per gustare il coniglio polenta/olive, oppure il carrot cake alle noci pecan, o ancora le specialità "british" (cheese cake, scones, pies).
Sui tetti di Parigi
Nel genere "ristorante con vista panoramica" non esiste nulla di meglio a Parigi. Non perdetevi una pausa appetitosa contemplando la Tour Eiffel, o osservando Parigi vivere a cento all’ora. Responsabile della carta, la chef giapponese Fumiko Kono e il pasticciere, Pierre Hermé, appagano i sensi in un modo straordinario. Nel menù: insalata verde da bere, salmone-mela verde, crema di avocado, macaron limone-olio d'oliva. Dei momenti indimenticabili assicurati, da maggio alla fine di ottobre!
Il paradiso del cioccolato
Del cioccolato di lusso, fornito dai migliori maestri cioccolatai di Francia, in un'atmosfera elegante e zen. Dominique Leterrier ha una passione per il cioccolato in tutte le salse, a condizione che sia creativo ed esclusivo: ganache alla violetta, alla rosa o allo zenzero, mandorle al cioccolato, cioccolato guarnito d’acini d'uva marinati nel Sauternes, gelatine di frutta, calissons... Gli assortimenti sono deliziosi per gli occhi e squisiti per le papille.
Questo luogo mitico dei leggendari anni '60 ha appena riaperto ed è già diventato il punto di ritrovo di Pigalle. L'arredamento? Carte da parati stile anni '70 variegate, vecchi libri, boccali da farmacista impilati sui muri e "ripostiglio" di curiosità marittime dietro al bar. Si possono mangiare piatti d'ispirazione americana (nachos al cheddar fuso) o argentina. Un mini palco è aperto dopo cena per i clienti che vogliono improvvisare con pianoforte e chitarra.
Tea-time bucolico
In fondo al viale selciato del Museo della Vita Romantica si annida un cortile-giardino ornato da tavolini da sala da tè, che rifanno immancabilmente la loro apparizione nella bella stagione (da metà aprile fino a metà ottobre). Ci si può rinfrancare tra rose antiche, campanule e clematidi. Sotto la vetrata romantica, si può anche gustare qualche piatto caldo, o i famosi Cakes di Bertrand, quiche o insalate, e dolci della casa. Il posto è talmente segreto (e talmente vuole restarlo) che tutti qui mormorano.